Ginocchio
Patologie del Ginocchio
I menischi, essendo costantemente sottoposti a stress, soprattutto durante l’attività sportiva, possono andare incontro a rotture o ad usure con il tempo. I menischi si possono anche lesionare per traumi a volte banali, come in occasione di attività domestiche.
La terapia
Se il problema, cioè il dolore, il gonfiore, l’impossibilità a muovere correttamente il ginocchio, non migliorano con le cure mediche o fisioterapiche, si deve ricorrere all’intervento che viene eseguito in artroscopia, cioè usando una piccola sonda che permette di evidenziare la zona di lesione e quindi di evidenziare solo la porzione lesionata, la parte buona del menisco viene sempre conservata.
Riabilitazione dopo intervento al menisco.
Un consiglio? Concentratevi solo sul vostro ginocchio!
Il successo dell’intervento dipende anche dalla riabilitazione. Consideratevi parte di un Team: voi, il vostro Chirurgo e il Fisioterapista, seguite le loro istruzioni e raccomandazioni con scrupolo.
In genere, salvo diversa indicazione da parte del Chirurgo, la riabilitazione dopo intervento di rimozione di parte del menisco leso (in gergo tecnico è chiamata meniscectomia) inizia dopo pochissimi giorni dall’intervento.
Il programma in genere prevede una prima fase di circa 7 giorni nella quale si controlla il gonfiore, sempre presente, con terapie fisiche, si cerca di ristimolare la muscolatura e di recuperare il movimento con esercizi leggeri e passivi.
Nella seconda fase si inizia il recupero della forza muscolare con esercizi crescenti di sforzo: cyclette, pesi ed elastici, macchine tipo la pressa.
Nella terza fase si vuole recuperare tutta la catena cinetica muscolare, cioè recuperare tutto il movimento del ginocchio e di tutti gli altri gruppi muscolari per non creare scompensi o posizioni scorrette che impedirebbero un recupero completo.
Il Legamento Crociato anteriore (LCA) è una robusta struttura a forma di cordone che è al centro del ginocchio e anche il più importante.
Quando è lesionato il ginocchio perde la sua stabilità.
Il legamento crociato si può rompere quando il ginocchio subisce una torsione o la persona esegue un cambio improvviso di direzione o ricade da un salto, come in certi Sport.
Le lesioni del LCA sono frequenti in sport come Calcio, Sci, Pallacanestro, Pallavolo, ma ognuno si può lesionare il legamento anche per una “semplice” caduta.
Dopo il trauma, con il tempo, il ginocchio diventa poco stabile e l’articolazione può andare incontro ad usura con segni di artrosi precoce.
La buona notizia è che oggi ci sono tecniche di ricostruzione del LCA, eseguite in artroscopia, che permettono un buon recupero della stabilità articolare e quindi un ritorno ad una attività, anche sportiva, completa.
Riabilitazione dopo intervento di ricostruzione del LCA.
Coraggio! Impegnatevi, soprattutto il primo mese.
La riabilitazione dopo intervento per LCA comporta partecipazione, coinvolgimento e pazienza soprattutto le prime settimane, durante le quali il ginocchio è gonfio, indolenzito, compare spesso un ematoma, ma si deve ugualmente lavorare per mantenere la motilità articolare.
L’obiettivo infatti della Prima fase, che dura in genere 30 giorni, è di recuperare il movimento del ginocchio, ridurre il gonfiore e il dolore. Tutto ciò che si ottiene con la mobilizzazione passiva, l’uso di terapie strumentali antalgiche, come TENS, Laser, ghiaccio e medicamenti che il vostro Chirurgo vi potrà consigliare.
In questa fase si iniziano anche gli esercizi per la propriocettiva, cioè dando all’articolazione quegli stimoli di carico che aiutano il ginocchio a “ricordare” il senso della posizione e del movimento che si sono “ dimenticati” dopo l’intervento.
Nella Seconda fase si prosegue con il rinforzo muscolare (occorreranno alcuni mesi per rivedere il vostro bel tono muscolare) mediante l’uso di piccoli pesi ed elastici.
Utili i movimenti in acqua dove non si crea stress sull’articolazione (con acqua all’altezza delle spalle il peso sulle articolazioni è solo del 20%)
Quindi si procede verso la Cyclette, gli esercizi con macchine specifiche per gruppi muscolari.
(Leg press, leg curl, macchine per adduttori e abduttori)
La seconda fase può durare anche due mesi, dopo di che, se tutto procede bene, si passa alla
Terza fase, quella cioè in cui si allena la Coordinazione Muscolare. Tutti i muscoli, delle gambe, del bacino e della schiena vengono allenati con esercizi così detti in Catena Cinetica, questi permettono di attivare in modo continuo, fluido tutte le sequenze muscolo articolari che permettono il gesto atletico ma anche le normali attività quotidiane.
Questa fase è particolarmente importante dato che richiede da parte del paziente una attenzione al modo con cui esegue certi esercizi: importante cioè è la qualità del movimento.
In questa fase inoltre essenziale è il contributo del Fisioterapista che deve seguire il corretto modo di esecuzione degli esercizi e deve quindi lavorare più che mai a stretto contatto con il paziente.
Con la Quarta fase, sono passati così circa 4 mesi, si entra nel vivo del recupero dell’atleta.
In questa fase si vuole riprodurre il gesto atletico, sia che si tratti di calciatori, di giocatori di Basket o di Tennis.
Ciò avviene mediante schemi di lavoro che gradualmente fanno riprendere all’atleta la percezione del gesto sportivo, ora che le masse muscolari sono allenate.
Esiste anche un programma specifico di salti che sono stati studiati allo scopo di sollecitare il ginocchio nelle varie situazioni di stress e che hanno il fine di prevenire futuri nuovi traumi.
Il ginocchio è una delle più grosse e complesse articolazioni del corpo, ma è anche una delle più delicate. Deve sopportare il peso del corpo che durante la deambulazione può raddoppiare o triplicare e nella corsa o nell’attività sportiva può aumentare di 4 o 5 volte.
La cartilagine , la protezione cioè che ricopre il femore, la tibia e la rotula, va incontro spesso a usura, che con il tempo può aumentare.
La cartilagine non ha possibilità di cicatrizzare e una volta consumata non ha più la capacità di proteggere l’osso che va incontro anche lui a degenerazione e usura.
Tutto ciò porta a dolore, gonfiore e quindi a limitazione delle normali attività della persona che provoca una invalidità a volte marcata.
Spesso il ginocchio con il tempo si deforma rendendo difficoltosa la deambulazione.
Quando le eventuali terapie mediche, riabilitative, non sono più sufficienti a mantenere una qualità di vita accettabile si ricorre all’intervento di Protesi.
Riabilitazione dopo intervento di Protesi
In genere la riabilitazione dopo l’intervento avviene il giorno successivo all’operazione, viene eseguita cioè durante la permanenza in Ospedale o in Clinica. Il ricovero dura di solito 8 – 10 giorni
In questo periodo gli obiettivi e le linee guida sono:
® minimizzare gli effetti della immobilità
® non stressare i tessuti che sono in fase di cicatrizzazione
® iniziare un programma di recupero delle condizioni generali
® adattare il protocollo riabilitativo alle caratteristiche del paziente
Nella fase successiva, una volta cioè che il paziente è stato dimesso, il programma riabilitativo dovrà prevedere alcuni obiettivi:
- Diminuire il dolore e lo stato infiammatorio
- Recuperare il movimento
- Contrastare l’atrofia muscolare
- Iniziare il recupero funzionale globale
- Migliorare la funzione cardiorespiratoria
Il programma prevede in genere due, tre sedute settimanali. Il paziente è anche istruito su come eseguire per conto proprio, a casa, alcuni esercizi, dato che è essenziale mantenere sempre attivo l’arto operato.
L’uso delle stampelle varia a seconda:
- del tipo di intervento eseguito
- delle condizioni generali del paziente
- della situazione del ginocchio prima dell’intervento
- della situazione muscolare
- del decorso post-operatorio
Mediamente le stampelle vengono mantenute per almeno tre mesi. Il dolore diminuisce con il tempo, in genere occorre un periodo di 3-4 mesi.
La riabilitazione per intervento di protesi comporta pazienza da parte della persona operata, grande dedizione nell’eseguire gli esercizi anche per lungo tempo (almeno 6-7 mesi) e collaborazione con il Fisioterapista.
Il premio che si ottiene è quello di recuperare una vita più attiva, di togliere il dolore e fermare l’evoluzione della malattia artrosica.